Crisi di bilancio 2026: il governo non mantiene le promesse e pianifica nuovi debiti!
Il governo federale prevede un budget di 520 miliardi di euro per il 2026, criticato dagli esperti per l'aumento dei debiti e dei costi amministrativi.

Crisi di bilancio 2026: il governo non mantiene le promesse e pianifica nuovi debiti!
La politica tedesca si trova ad affrontare un cambiamento significativo: giovedì il governo federale presenterà il bilancio per il 2026 e i numeri sono più che preoccupanti. Forte Immagine Il volume totale dovrebbe essere di 520 miliardi di euro. Ma un terzo di questo importo, esattamente 174 miliardi di euro, è costituito da nuovo debito: questo è ciò che emerge.
Da dove viene questo nuovo debito? Gran parte viene finanziata dai cosiddetti “fondi speciali”, originariamente previsti per nuovi investimenti come la costruzione di strade. Per ironia della sorte, l'Associazione dei contribuenti critica il governo perché i debiti speciali servono anche a pagare progetti già pianificati. In totale si tratta della cifra impressionante di 55 miliardi di euro che verranno riallocati in questo modo entro il 2029.
Spesa e risparmio al centro
Un altro punto che continua ad emergere nel dibattito sono i costi amministrativi. Il governo federale prevede di tagliare l’8% dei posti di funzionario pubblico entro il 2029 e vuole anche ridurre del 10% i costi amministrativi. Ciononostante, per il 2026 sono previste 8.000 nuove posizioni amministrative, il che comporterà un aumento dei costi di cinque miliardi di euro rispetto al 2024. Un po’ contraddittorio, vero?
Un altro problema è il continuo aumento dei sussidi statali. Per il 2026 sono previsti quasi 80 miliardi di euro, ovvero più dei 66 miliardi di euro dell'anno record 2024. Nonostante la promessa contenuta nell'accordo di coalizione di ridurre i programmi di finanziamento, in realtà questi continuano ad aumentare.
Reiner Holznagel, presidente dell'Associazione dei contribuenti, ha sentimenti contrastanti riguardo a questo sviluppo. Le sue critiche alla politica del debito del governo federale si fanno sempre più forti. Egli mette in guardia dal rischio di un aumento dei tassi di interesse e chiede urgentemente misure di austerità globali e riforme volte a rendere l’apparato statale più efficiente.
Freno al debito ed entrate statali
È qui che entra in gioco il freno all’indebitamento. Questa norma, che dal 2009 è ancorata nella Legge fondamentale, mira a limitare il nuovo debito e a proteggere le generazioni future. Simile all'analisi del bpb come descritto, consente l’assunzione di nuovo debito fino allo 0,35% del prodotto interno lordo (PIL) all’anno. Tuttavia, in tempi di crisi, il governo può contrarre più debito per stimolare la domanda.
Il dibattito sul freno all’indebitamento è più intenso che mai. I critici sostengono che ciò ostacola gli investimenti necessari nelle infrastrutture. Le proposte di riforma includono un aggiustamento che consenta di tenere conto dei tassi di interesse e della qualità delle infrastrutture. L’obiettivo rimane lo stesso: impedire ai politici di contrarre prestiti che gravano sulle generazioni future.
In un momento in cui la spesa pubblica per infrastrutture pubbliche, istruzione e sicurezza sociale deve aumentare, una gestione finanziaria ben ponderata è fondamentale. Solo così potremo riconquistare la fiducia dei cittadini e garantire la stabilità economica.