Scandalo del festival: la polizia indaga sugli slogan anti-israeliani di Bob Vylan!
Bob Vylan e Kneecap criticano Israele al Festival di Glastonbury. La polizia sta indagando su possibili dichiarazioni penali.

Scandalo del festival: la polizia indaga sugli slogan anti-israeliani di Bob Vylan!
All'ombra del festival di Glastonbury, dove la musica e le emozioni sono alle stelle, due band hanno suscitato un grido di indignazione. Gli artisti britannici Bob Vylan e Kneecap hanno utilizzato le loro esibizioni per diffondere ad alta voce slogan anti-israeliani. Alcune delle loro dichiarazioni sono state trasmesse in diretta dalla BBC, cosa che ha attirato ancora più attenzione sulle dichiarazioni controverse. Come Onda delle labbra Secondo quanto riferito, Bob Vylan ha pronunciato slogan come “Palestina libera” e “Morte, morte all’IDF” sul palco, che hanno incontrato reazioni contrastanti da parte dei partecipanti al festival.
Le esibizioni sono state seguite non solo dai fan, ma anche dalla polizia, che ora sta controllando la rilevanza penale del materiale video. Il ministro della Sanità Wes Streeting ha messo in dubbio fino a che punto la BBC e gli organizzatori del festival debbano assumersi la responsabilità per la trasmissione di tali contenuti e ha chiesto chiarezza sulle possibili misure di interruzione durante la trasmissione. Un portavoce della BBC ha descritto i commenti come “profondamente offensivi” e ha sottolineato l’uso di “un linguaggio molto forte e discriminatorio”.
Reazioni politiche e richieste di chiarimenti
Gli incidenti destano preoccupazione non solo tra i media e l’opinione pubblica, ma anche tra i decisori politici. La segretaria alla cultura Lisa Nandy chiede una "dichiarazione urgente" da parte del capo della BBC Tim Davie sulla due diligence che avrebbe dovuto essere effettuata prima dell'apparizione. L’ambasciata israeliana nel Regno Unito esprime grave preoccupazione per la normalizzazione dei discorsi estremisti e l’esaltazione della violenza. Gli organizzatori del festival, a loro volta, hanno chiarito che il canto di Bob Vylan ha oltrepassato il limite e che non si dovrebbe dare spazio a tali affermazioni.
Ma non è stato solo Bob Vylan a suscitare scalpore: anche il formato della performance dei Kneecap non è stato esente da controversie, poiché un membro della band era stato accusato di un sospetto reato terroristico e il primo ministro Keir Starmer si era espresso contro la partecipazione della band. Sebbene un membro del gruppo abbia annunciato una "rivolta" pubblica fuori dal tribunale, ha ritirato la minaccia e ha parlato di Starmer in modo irrispettoso.
Un discorso esaustivo sulla libertà artistica
Questi incidenti evidenziano anche i dibattiti in corso sulla libertà artistica e sulla responsabilità sociale. Metti mi piace alla pagina Cultura del punto città descrive, la libertà artistica e l’antidiscriminazione sono spesso in conflitto. L'amministrazione culturale di Berlino chiede la firma di una clausola antidiscriminatoria per i finanziamenti pubblici alla cultura per garantire che il denaro pubblico non venga utilizzato per sostenere espressioni discriminatorie. Ciò pone i suddetti progetti artistici e musicali di fronte a un dilemma unico.
I limiti della libertà artistica sono complessi e si trovano nell’area di tensione tra diritti personali e dignità umana. Dibattiti di questo tipo non sono una novità, ma l’enorme palco del Glastonbury Festival dimostra quanto siano esplosivi e attuali. In un ambiente sempre più alle prese con problemi di diversità e razzismo, resta la domanda su come gli artisti possano usare la propria voce per questioni socio-politiche senza oltrepassare i confini della decenza. L’attuale controversia attorno a Bob Vylan e Kneecap è quindi una questione culturale e sociale che va ben oltre la musica.