Espansione A1 in pericolo? Il Ministro dell'Economia si batte contro le cause legali per la tutela dell'ambiente!

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Renania-Palatinato: il ministro dell'economia Schmitt chiede l'abolizione della legge sulle azioni collettive per accelerare i progetti di costruzione.

Rheinland-Pfalz: Wirtschaftsministerin Schmitt fordert eine Abschaffung des Verbandsklagerechts zur Beschleunigung von Bauprojekten.
Renania-Palatinato: il ministro dell'economia Schmitt chiede l'abolizione della legge sulle azioni collettive per accelerare i progetti di costruzione.

Espansione A1 in pericolo? Il Ministro dell'Economia si batte contro le cause legali per la tutela dell'ambiente!

Nell'Eifel la situazione bolle: la ministra dell'economia della Renania-Palatinato Daniela Schmitt (FDP) ha ventilato la possibilità di abolire la legge sulle azioni collettive per portare avanti i progetti edilizi urgentemente necessari. L'attenzione è rivolta in particolare alla chiusura del divario lungo 25 chilometri sulla A1 tra Kelberg e Blankenheim, richiesta da anni e considerata un importante progetto infrastrutturale europeo. Schmitt sostiene che le attuali possibilità di contenzioso da parte di gruppi ambientalisti rallentano notevolmente la pianificazione e l'esecuzione di tali progetti e creano incertezza. Questo punto è sostenuto da Klaus Rohletter, presidente dell’industria edile della Renania-Palatinato, che descrive la situazione attuale come una “ideologia di una minoranza” che impone regole alla maggioranza.

Alla fine del 2025 il Tribunale amministrativo federale ha respinto una causa della Federazione per la protezione dell’ambiente e della natura (BUND) contro la chiusura del divario A1. Il tribunale ha confermato la legalità dell'approvazione del progetto e ha constatato che le eccezioni alla protezione delle specie per tre specie di uccelli a rischio di estinzione sono state attuate correttamente. In questo contesto diventa particolarmente evidente la necessità di proteggere i progetti di costruzione dalle azioni legali ambientali. La Corte ha inoltre affermato che colmare il divario non è solo un interesse nazionale, ma anche europeo.

I cambiamenti previsti e le loro conseguenze

Gli attuali sforzi della grande coalizione CDU, CSU e SPD volti a limitare il diritto di azione delle associazioni ambientaliste dovrebbero sfociare in un disegno di legge entro il 28 febbraio 2026. Lo scopo di queste misure è chiaro: una rapida attuazione dei progetti infrastrutturali. Si prevede, tra l'altro, di abolire l'effetto sospensivo delle cause legali e di consentire l'opposizione solo da parte di soggetti che sono già stati coinvolti nel procedimento amministrativo. Secondo il leader della CSU Markus Söder le organizzazioni non governative non possono più bloccare futuri procedimenti ai quali non hanno preso parte.

Mentre i politici segnalano progressi nell’accelerazione dei progetti di costruzione, gli ambientalisti criticano aspramente questi sviluppi. Cosima Lindemann dell'associazione ambientalista NABU sottolinea che in passato una causa su due intentata da associazioni ambientaliste ha avuto successo. Ciò dimostra che la revisione giuridica dei progetti svolge un ruolo importante, soprattutto nel settore ambientale. I Verdi avvertono inoltre che lo Stato di diritto non deve andare a scapito della conservazione della natura.

Un’arma a doppio taglio

I cambiamenti previsti sollevano anche questioni internazionali. Dal 1998 la Germania è parte della Convenzione di Aarhus, che garantisce l'accesso alla giustizia in materia ambientale. I critici temono che limitare il diritto di agire in giudizio contraddica questi obblighi e svantaggi soprattutto le associazioni ambientaliste più piccole che non dispongono delle risorse necessarie per prendere parte a tutti i procedimenti. Roda Verheyen della Deutsche Umwelthilfe sottolinea l'essenza delle azioni legali delle associazioni ambientaliste per la protezione dell'ambiente e invita alla cautela.

Non è chiaro se i sostenitori o i critici stiano fianco a fianco. Ciò che è chiaro, tuttavia, è che occorre trovare un equilibrio tra l’accelerazione dei progetti di costruzione e la tutela degli interessi ambientali. Questo è l'unico modo per agire in modo sostenibile senza mettere a repentaglio i diritti dei cittadini e la tutela dell'ambiente. Il discorso sul diritto di agire in giudizio ci accompagnerà probabilmente per un po'.