La mossa di Teheran: il presidente chiede misure drastiche contro il caos!
Il presidente iraniano chiede il trasferimento di Teheran a causa della sovrappopolazione e del costo della vita. Gli esperti raccomandano il decentramento.

La mossa di Teheran: il presidente chiede misure drastiche contro il caos!
Teheran, la pulsante capitale dell’Iran, sta ribollendo enormemente. Il presidente Massoud Peseschkian spinge con veemenza per un rapido trasferimento della capitale. I problemi che affliggono la città – dal sovraffollamento al massiccio inquinamento atmosferico – stanno riaccendendo il dibattito sulla delocalizzazione. C’è un futuro per Teheran o il decentramento è inevitabile?
Il cambio di capitale non è un argomento nuovo. Già prima della rivoluzione islamica del 1979 si pensava di spostare la capitale in un luogo più adatto. Tuttavia, queste proposte rimasero irrisolte dopo la rivoluzione. Peseschkian vede il trasferimento non solo come un’opportunità per migliorare la qualità della vita, ma anche come una necessità strategica per affrontare le sfide urgenti. Le ragioni principali includono la grande popolazione, che si stima sia di circa 15 milioni di persone, e gli altri quattro milioni di pendolari che ogni giorno affollano la città per lavoro. Questa massiccia immigrazione provoca la congestione del traffico e un sovraccarico delle infrastrutture.
Alle porte della città: sfide al passo con i tempi
Teheran è alle prese, tra le altre cose, con alti livelli di inquinamento atmosferico, carenza d’acqua e cedimento del terreno. Il costo della vita è aumentato a tal punto che i giovani hanno difficoltà a permettersi un appartamento o cibo a sufficienza. Molti continuano a vivere con i genitori, sollevando interrogativi sulla generazione futura. I prezzi delle case sono aumentati notevolmente negli ultimi anni: un appartamento con due camere da letto nel centro della città costa circa 426 dollari al mese, una cifra diventata inaccessibile per molti. Ciò sta portando alla graduale estinzione della proprietà della casa tra le generazioni più giovani, che, con un reddito netto medio di 238 dollari, riescono a malapena a permettersi un alloggio. Anche i pasti semplici nei ristoranti economici costano una sciocchezza: i prezzi spesso si aggirano intorno ai 4 dollari per un pasto semplice.
Le condizioni di vita a Teheran portano ripetutamente a una discussione sulla decentralizzazione. Gli esperti sostengono misure che potrebbero ridurre la pressione sulla città. Il rafforzamento delle province e il trasferimento di alcune autorità sarebbero passi nella giusta direzione. L’obiettivo sarebbe quello di ridurre la migrazione interna e alleviare la pressione sulla capitale sovraffollata.
Il futuro della capitale iraniana: città costiera come possibile porto di delocalizzazione
Sebbene Peseschkian abbia chiesto il trasferimento in una località ancora da nominare nel sud o nel sud-est del paese, ci sono già speculazioni sulle possibili località. Potrebbero essere in discussione province come il Sistan-Baluchistan e l'Hormuzgan. Ma i critici avvertono delle sfide finanziarie di una tale mossa, soprattutto data l’attuale situazione economica e l’intensificarsi delle sanzioni delle Nazioni Unite.
Le sfide che Teheran deve affrontare sono complesse e urgenti. Peseschkian vede il trasferimento come una risposta alle evidenti debolezze della città, ma la sua attuazione si rivela un compito enorme. Una discussione su soluzioni alternative e approcci creativi alla decentralizzazione potrebbe essere il primo passo verso una società iraniana più funzionante. Ma Teheran sarà pronta al cambiamento?
In un momento in cui le risorse diminuiscono e la popolazione cresce, è necessario sviluppare strategie che garantiscano la qualità della vita dei residenti di Teheran. Il discorso sulla delocalizzazione della capitale rimane stimolante e potrebbe avere effetti di vasta portata sull’intera regione.
Per ulteriori informazioni, vedere gli articoli di Giornale di Bietigheim, Novità ad hoc E Numbeo.