Sanki Assoudi: Sei anni di carcere dopo l'appello – guerra per i diritti sindacali!
Sanki Assoudi, ex segretario dell'UGTT, è stato condannato a sei anni di carcere in appello. Il caso contro gli altri imputati rimane invariato.

Sanki Assoudi: Sei anni di carcere dopo l'appello – guerra per i diritti sindacali!
Con una sentenza di vasta portata, il Corte d'appello di Tunisi È stata ridotta a sei anni la pena di Sanki Assoudi, ex segretario generale regionale dell'UGTT (Unione generale dei lavoratori tunisini) di Kasserine. Assoudi era stato originariamente condannato a 10 anni di carcere dopo essere stato accusato di corruzione e falsificazione di certificati accademici. Anche se la pena fosse stata ridotta, la sua colpevolezza nelle accuse rimane inalterata.
La sentenza riguarda le sue precedenti funzioni nelSocietà Nazionale di Cellulosa e Carta Alfa (SNCPA). Inoltre, è stata confermata la condanna già comminata a ventiquattro anni di reclusione nei confronti dell'ex amministratore delegato della società, sottolineando la gravità delle accuse. Nonostante la frase modificata, il camera ha respinto anche la scarcerazione di Assoudi e rinviato a novembre le indagini sul suo caso.
Contesto e repressione
Nel contesto di questi eventi, l’UGTT è sempre più soggetto alla repressione da parte del governo tunisino. Che ne dici? LabourNet È stato riferito che molti osservatori vedono il governo come autoritario. All'interno dell'UGTT sono già stati arrestati alcuni accusati di abuso del diritto di sciopero. Queste misure si inseriscono in un contesto più ampio in cui si stanno svolgendo proteste contro il governo e per i diritti sindacali.
La situazione economica in Tunisia è tesa, con un tasso di inflazione attuale del 7,3% e un tasso di disoccupazione del 16,4%. In risposta, l'UGTT pianifica ulteriori azioni e chiede il rilascio dei prigionieri politici. L'imminente sciopero di tre giorni presso le società di gestione delle autostrade dimostra che il sindacato vuole continuare a resistere attivamente.
Il futuro dell'UGTT e il dialogo sociale
Nonostante le sfide, l'UGTT, che conta oltre 500.000 membri, resta ferma e critica le politiche del governo, che mettono seriamente a repentaglio il dialogo sociale. Gli aumenti salariali che il governo sta affrontando senza negoziare con l'UGTT violano il diritto del lavoro tunisino, che richiede la contrattazione collettiva. Inoltre, almeno 14 ONG sono state sospese per un mese, complicando ulteriormente la situazione per gli attivisti.
Con l'attuale riduzione della sua pena detentiva, Sanki Assoudi rimane un elemento centrale in un conflitto dalle molteplici sfaccettature che potrebbe avere effetti a lungo termine sul movimento sindacale in Tunisia. Considerate le misure repressive e le crescenti tensioni sociali, i prossimi mesi saranno cruciali per il futuro dell’UGTT e dei suoi membri.