Il nuovo governo Babis in Repubblica Ceca: fiducia, caos e polemiche!
Il nuovo governo della Repubblica Ceca guidato da Babis ottiene il voto di fiducia. Scopri di più sui loro piani e sfide.

Il nuovo governo Babis in Repubblica Ceca: fiducia, caos e polemiche!
Il 15 gennaio 2026, il nuovo governo ceco guidato dal primo ministro Andrej Babis ha approvato con successo il voto di fiducia in parlamento. Con 108 voti sì contro 91 no, il governo può ora attuare la sua politica. Quel voto ha fatto seguito a un intenso dibattito durato più di 25 ore alla Camera dei Rappresentanti in cui l’opposizione ha accusato la coalizione di proteggersi a vicenda dalle azioni giudiziarie. Ciò avviene nel contesto delle indagini in corso contro Babis per presunta frode sui sussidi e contro il fondatore del movimento di estrema destra Libertà e Democrazia Diretta (SPD), Tomio Okamura, per sedizione.
La coalizione guidata da Babis è composta dal suo partito ANO, dal partito degli automobilisti e dall'SPD. Questo legame non è privo di tensioni, soprattutto da quando la SPD si è espressa pubblicamente a favore dell’uscita della Repubblica Ceca dall’UE e dalla NATO. Inoltre si annuncia resistenza ai progetti centrali dell'UE, ad esempio riguardo al congelamento dei beni russi, che incide sulla politica del governo nell'arena di Bruxelles. Come riporta wiwo.de, Babis era già scettico riguardo al sostegno ucraino al suo precedente governo, ma ha sottolineato che le preoccupazioni dei cittadini cechi devono avere la priorità.
Agenda politica del nuovo governo
Il primo ministro Babis punta su misure rapide, tra cui norme severe per l’espulsione dei criminali stranieri e il chiaro rifiuto del passaggio dalla corona all’euro. Alla prima riunione del suo gabinetto intende respingere il patto europeo sulla migrazione e opporsi al nuovo scambio di emissioni (ETS2). Petr Macinka, leader del partito degli automobilisti e ministro designato degli Esteri e dell'ambiente, arriva addirittura a chiedere il ritiro completo dal Green Deal perché non considera il riscaldamento globale un grosso problema. Queste opinioni hanno già incontrato le proteste degli ambientalisti.
Il sostegno all’Ucraina rimane una questione particolarmente delicata. Babis ha ribadito che la Repubblica Ceca non parteciperà alla forza di mantenimento della pace in Ucraina, ma intende portare avanti l'iniziativa delle granate a Praga senza utilizzare i soldi dei contribuenti. Finora sono già stati consegnati a Kiev oltre quattro milioni di munizioni: un segnale forte nel contesto dei conflitti in corso nella regione, come emerge chiaramente dal rapporto di tagesschau.de.
In conclusione, il nuovo governo Babis si trova ad affrontare numerose sfide, sia all’interno della Repubblica Ceca che a livello internazionale. Sarà emozionante vedere come verrà implementata l’ampia agenda dei partiti della coalizione e quale impatto avrà sulla popolazione ceca e sulle loro relazioni europee [np-coburg.de].