Deportazioni di siriani in Assia: Poseck chiede norme chiare!

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In Assia, il ministro degli Interni Poseck punta alla deportazione dei rifugiati siriani, mentre la situazione della sicurezza in Siria rimane incerta.

In Hessen strebt Innenminister Poseck Abschiebungen von syrischen Flüchtlingen an, während die Sicherheitslage in Syrien unsicher bleibt.
In Assia, il ministro degli Interni Poseck punta alla deportazione dei rifugiati siriani, mentre la situazione della sicurezza in Siria rimane incerta.

Deportazioni di siriani in Assia: Poseck chiede norme chiare!

Attualmente in Assia vivono quasi 60.000 siriani, di cui 17.193 godono dello status di protezione sussidiaria. Il ministro degli Interni Roman Poseck (CDU) ha ora formulato richieste chiare al governo regionale: mira a deportazioni regolari dei siriani costretti a lasciare il Paese. Tuttavia, questa iniziativa è stata criticata poiché la situazione della sicurezza in Siria è ancora considerata estremamente tesa. Poseck sostiene che la caduta della dittatura di Assad nel dicembre 2024 significa che non esiste più la ragione della protezione per molti rifugiati siriani.

La situazione è complessa: in Assia, 433 siriani devono lasciare il Paese, di cui 372 hanno già lasciato volontariamente nel 2025. Poseck sottolinea che il sistema di asilo non deve essere utilizzato impropriamente come sistema di immigrazione e chiede misure per evitare falsi incentivi per l'immigrazione irregolare. Tuttavia, i siriani ben integrati con uno status di residente permanente dovrebbero poter restare, il che stimola ulteriormente la discussione.

Preoccupazioni sulla possibilità di rientro

La critica alle richieste di espulsione non è casuale. La donna curda Biroz Hannan, che vive in Assia, è cautamente ottimista riguardo alle possibili opportunità di ritorno, ma vede anche molte sfide che derivano dal ritorno nel suo paese d'origine. Le opinioni all’interno della comunità siriana sono divise: mentre la generazione più anziana è più propensa a pensare al ritorno, molti giovani sono ben integrati nella società e non mostrano alcun interesse a fare il passo.

I movimenti di ritorno in Siria stanno ora guadagnando slancio. Nel dicembre 2024, la milizia islamista HTS ha rovesciato il regime del presidente Bashar Al-Assad. Secondo una stima dell’UNHCR, da novembre 2024 sono già rientrati dall’estero circa un milione di siriani. Tra questi, circa 510.000 dalla Turchia, 270.000 dal Libano e 157.000 dalla Giordania. Nell'ambito di un programma federale, da gennaio 2025 anche i cittadini siriani possono tornare in Germania. Alla fine di ottobre 2025 sono state effettuate circa 2.900 partenze grazie a questo programma, che comprende spese di viaggio, sovvenzioni e sostegno finanziario.

Situazione insicura e sfide umanitarie

Nonostante le opzioni di rimpatrio, la situazione della sicurezza in Siria rimane instabile. I rapporti internazionali confermano una situazione drammatica della vita e dei diritti umani, che rappresenta una sfida importante, soprattutto per le persone vulnerabili come donne e bambini. La maggior parte degli sfollati interni siriani fuggiti dalla guerra civile continuano a fare affidamento sull’assistenza umanitaria. Ampie parti del paese sono state distrutte e circa 16,7 milioni di persone necessitano di sostegno.

Politicamente, il paese si trova ad affrontare un futuro incerto. Dopo la caduta del regime, le decisioni sulle domande di asilo presentate da cittadini siriani sono state temporaneamente sospese. L'UNHCR al momento non vede le condizioni per revocare lo status di rifugiato e mette in guardia su possibili deportazioni. Il dibattito su come gestire i rifugiati siriani arrivati ​​in Germania dal 2011 continua ad essere intenso.

La sfida di coniugare gli interessi dell’integrazione e della politica di rimpatrio rimane una questione dinamica. Resta da vedere come si svilupperà la situazione in Assia e in Siria e se i responsabili avranno la capacità di prendere le decisioni giuste.