L'arrivo dell'inverno in estate sorprende i proprietari dei rifugi in Carinzia!

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Il guardiano del rifugio Niklas Meibert di Kassel ha vissuto a luglio ad Hannoverhaus in Carinzia l'arrivo inaspettato dell'inverno: 20 cm di neve fresca.

Hüttenwirt Niklas Meibert aus Kassel erlebt unerwarteten Wintereinbruch im Juli im Hannoverhaus, Kärnten – 20 cm Neuschnee.
Il guardiano del rifugio Niklas Meibert di Kassel ha vissuto a luglio ad Hannoverhaus in Carinzia l'arrivo inaspettato dell'inverno: 20 cm di neve fresca.

L'arrivo dell'inverno in estate sorprende i proprietari dei rifugi in Carinzia!

Immagina che in piena estate, quando le temperature aumentano e la stagione delle escursioni è in pieno svolgimento, ritorni l’inverno. Questo è proprio quello che è successo a Niklas Meibert, proprietario di un rifugio di Kassel, nella sua casa di Hannover in Carinzia. Martedì l'arrivo dell'inverno è stato del tutto inaspettato con 20 cm di neve fresca a 2.565 metri di altitudine. Uno spettacolo strano dopo che molti vecchi nevai si erano già sciolti nel mese di giugno. "Aprile e maggio sono stati molto piovosi, poi a giugno è arrivato il sole", racconta il proprietario del rifugio, che gestisce l'Hannoverhaus da un anno e mezzo. In un colpo solo è cambiato tutto, sia per quanto riguarda gli ospiti che per l'azienda.

L'inizio dell'inverno ha avuto un impatto diretto sulla chiusura temporanea dell'Hannoverhaus. Un nuovo collaboratore dell'Assia non ha potuto prendere la funivia fino al rifugio a causa del maltempo e delle nevicate. La situazione è strana non solo per i visitatori, alcuni dei quali sono venuti per costruire un pupazzo di neve. Le numerose cancellazioni mostrano anche quanto velocemente le condizioni possano cambiare. Le condizioni della neve bagnata e saponosa rendono impraticabili alcuni sentieri escursionistici, il che rappresenta una vera sfida per una destinazione popolare nel comprensorio sciistico di Ankogel. Durante il giorno arrivano qui circa 300 ospiti, ma l'inverno improvviso ha rovinato molti dei loro piani.

L’influenza del cambiamento climatico

Come sappiamo, il tempo in montagna è imprevedibile. Uno sguardo alle attuali scoperte scientifiche sulle Alpi mostra che le montagne sono estremamente colpite dai cambiamenti climatici. Lo conferma anche la Federation for Nature Conservation, che riferisce che le temperature medie in montagna stanno aumentando due volte più velocemente che nel resto del mondo. Questi cambiamenti non influenzano solo le stagioni di crescita e il bilancio idrico, ma anche il limite delle nevi e i ghiacciai. Lo scioglimento dei ghiacciai, compreso quello dello Zugspitze, influisce notevolmente sulla disponibilità d'acqua nelle valli.

Anche il caldo invernale e le maggiori quantità di neve comportano un aumento del rischio di valanghe nelle Alpi. Ciò significa che non è a rischio solo l’infrastruttura turistica come l’Hannoverhaus, ma anche la sicurezza degli escursionisti. Secondo gli esperti, i cambiamenti climatici causano anche eventi meteorologici più estremi e quindi aumentano la probabilità di smottamenti, favoriti dai terreni umidi e dalla gestione intensiva dei pascoli alpini.

Un futuro incerto per flora e fauna

Per quanto riguarda la flora e la fauna, molte specie alpine reagiscono alle mutate condizioni climatiche. Un esempio sono le marmotte, che devono ritirarsi ad altitudini più elevate dove le risorse di supporto sono insufficienti. Inoltre specie come la lepre bianca hanno grandi difficoltà a sopravvivere a causa della mancanza di pelo e del terreno privo di neve. La perdita di biodiversità è preoccupante perché mette a rischio non solo la fauna selvatica ma anche l’equilibrio naturale delle Alpi. Gli esperti prevedono che entro il 2039 il limite degli alberi si innalzerà di quasi 200 metri, il che avrà un impatto duraturo sugli habitat di numerose specie.

L'Hannoverhaus, aperto da fine dicembre a fine marzo e da luglio a fine settembre, nei prossimi anni dovrà affrontare numerosi cambiamenti. Quello che la scorsa settimana sembrava un sogno invernale potrebbe presto diventare solo un altro esempio degli effetti del cambiamento climatico. Perché l’estate 2025 potrebbe rimanere “l’anno dei ghiacciai”, in cui i grandi cambiamenti nel mondo montano continueranno a diventare visibili. Niklas Meibert lo osserva con preoccupazione dal suo rifugio, punto di partenza apprezzato da molti escursionisti e amanti della natura. Ma le mutate condizioni non portano solo sfide, ma anche l’opportunità di aumentare la consapevolezza sulla protezione della natura e del clima.

Le discussioni in corso sul cambiamento climatico mostrano che c’è davvero qualcosa da fare. Quindi potrebbe essere utile non solo ammirare la neve attuale, ma anche lavorare per un futuro più rispettoso dell’ambiente. Perché la montagna e le sue forze primordiali hanno urgente bisogno di sostegno.