Lo sguardo della Gen Z: inespressivo o una nuova dichiarazione dei giovani?
Scopri lo "sguardo della Gen Z" e il suo significato culturale: un'espressione facciale neutra che suscita discussione.

Lo sguardo della Gen Z: inespressivo o una nuova dichiarazione dei giovani?
Cosa succede nella mente dei giovani? Attualmente l’espressione “Gen Z Stare” fa molto discutere, e non solo a Colonia. La generazione Z, nata all’incirca tra il 1995 e il 2010, si confronta spesso con critiche. Accuse come la mancanza di etica del lavoro o la pigrizia sono all’ordine del giorno nei media. Ma cosa si nasconde davvero dietro la cosiddetta “Gen Z Stare”? Forte Radiowuppertal Questo sguardo rigido e inespressivo, che spesso viene percepito come infastidito o addirittura da zombie, mostra un comportamento completamente nuovo tra i più giovani.
Volti famosi come Jenna Ortega e Lily-Rose Depp hanno coniato questa espressione, che ora viene parodiata anche sui social media su piattaforme come TikTok e Instagram. Lo sguardo si presenta spesso a contatto con i clienti, ad esempio nei bar e nei ristoranti. I critici direbbero che i clienti maleducati o gli ordini assurdi portano a questo aspetto. Tuttavia, mancano prove scientifiche sulla realtà degli “storni della generazione Z”, il che alimenta ulteriormente il dibattito.
Un mix di comportamento e percezione
Interessante è anche il punto di vista della scienziata sociale Gabriele Rohmann, che descrive l'espressione rigida come cliché e pregiudizievole. Ci ricorda che la Generazione Z è molto eterogenea e mette in guardia dalle generalizzazioni troppo semplicistiche. Completamente diversa è Claudia Paganini, un'etica dei media che, sebbene cauta sull'esistenza dello sguardo fisso, vede tuttavia un cambiamento nella percezione del comportamento pubblico. Potrebbe darsi che i giovani prestino maggiore attenzione a come si esprimono grazie alla documentazione digitale.
Lo “Stare della Gen Z” è affascinante in molti modi perché rappresenta un allontanamento dalle espressioni facciali spesso felici e positive delle generazioni precedenti. Domina invece un’espressione neutra e priva di emozioni. Un'analisi di La psicologia oggi offre alcune possibili spiegazioni: questa espressione facciale neutra potrebbe servire come forma di autoprotezione emotiva. Molti Gen Z sono frustrati dalla costante “positività performativa” sui social media e preferiscono invece un’autopresentazione autentica e impassibile.
Background psicologici
La costante esposizione online potrebbe portare ad un affaticamento emotivo, che a sua volta si riflette in “Gen Z Stare”. Inoltre, questa visione contraddice gli ideali convenzionali di bellezza e rappresenta una resistenza contro di essi. Anche Rüdiger Maas, un rinomato ricercatore generazionale, mette in guardia dal classificare rapidamente i problemi comportamentali come specifici della generazione Z. Mette in guardia dal cercare un dialogo amichevole quando si ha a che fare con questi giovani, per chiarire il più rapidamente possibile eventuali malintesi.
In sintesi, il dibattito sullo “Stare Gen Z” mostra non solo quanto la società stia cambiando, ma anche quanto sia importante non mettere prematuramente i giovani in un cassetto. Forse dovremmo chiederci più spesso cosa c'è veramente dietro quegli sguardi e prenderci il tempo per ascoltarci. Dopotutto, nessuno sguardo è solo uno sguardo!