Tracce dimenticate: la mostra rivela il destino dei lavoratori forzati polacchi
Scoprite di più sulla mostra a Bad Kreuznach, che commemora la storia dei lavoratori forzati polacchi durante la seconda guerra mondiale.

Tracce dimenticate: la mostra rivela il destino dei lavoratori forzati polacchi
Attualmente a Bad Kreuznach viene presentata una mostra toccante dell'Istituto Tedesco per la Polonia, che racconta le tracce di quasi tre milioni di polacchi che si trovavano in Germania durante la seconda guerra mondiale. La mostra non affronta solo le sculture e i documenti di quest'epoca, ma anche le storie di persone che spesso furono ingiustamente messe in secondo piano. bad-kreuznach.de riferisce che...
La mostra presenta vari luoghi e oggetti che ricordano la storia oscura del lavoro forzato. Molti di questi ricordi rimangono invisibili e spesso vengono dimenticati o repressi. Ma ora vengono riportati alla luce non solo per ricordare l’ingiustizia, ma anche per sensibilizzare su quante sofferenze e privazioni sono state subite in questo periodo.
Uno sguardo al lavoro forzato
Alla fine della guerra, nel 1945, tra i due e i tre milioni di lavoratori civili polacchi dovevano prestare servizio nel Reich tedesco. La maggior parte fu reclutata in base ai requisiti di lavoro introdotti nel 1942 e molti dovettero sopportare condizioni di privazione. La polizia, le SS e la Wehrmacht organizzarono raid per far fronte alla crescente carenza di manodopera. Queste persone erano considerate “razzialmente inferiori” e soffrivano di condizioni disumane. Il DHM riferisce che...
Per i lavoratori forzati polacchi ciò significava non solo salari bassi, ma anche un’alimentazione inadeguata e alloggi spesso scadenti. Inoltre furono tenuti sotto la pressione di severe punizioni da parte dei nazisti. Indossavano una “P” cucita sui loro vestiti come segno della loro identità. Anche la popolazione ebraica nei territori occupati fu colpita da questo lavoro forzato, spesso sottoposta a pressioni ancora più dure.
Memoria ed elaborazione
Un luogo di memoria speciale è il cimitero principale di Bad Kreuznach, dove si trova un memoriale per le vittime del nazionalsocialismo. Tra le vittime sepolte ci sono 38 prigionieri dei campi di concentramento, di cui tre polacchi. La storia di Stanisław Jakóbczyk è strettamente legata a questa città. Le lettere che familiari e amici scrissero al lavoratore forzato polacco furono trovate negli archivi della città e furono scoperte in una soffitta a Duchroth. Questi documenti costituiscono una parte importante della mostra e invitano i visitatori a riflettere sul proprio destino personale.
L’impegno a fare i conti con il passato è un passo nella giusta direzione per mantenere viva la memoria di chi ha sofferto sotto il regime nazista. La mostra si concentra sulle storie e sui luoghi della Renania-Palatinato e del Saarland di oggi che sono plasmati da questi traumi. È compito di tutti noi preservare questi ricordi e dare voce alle vittime.