Profilazione razziale a Treviri: controlli discriminatori al centro dell'attenzione!
Un eritreo a Treviri riferisce sulla profilazione razziale durante i controlli, discute di discriminazioni e presenta possibili soluzioni.

Profilazione razziale a Treviri: controlli discriminatori al centro dell'attenzione!
Il cuore della città batte presso la stazione centrale di Treviri, ma diventa anche teatro di una questione delicata: il profiling razziale. Un uomo eritreo, che vive in Germania da dieci anni, racconta le sue esperienze con i controlli della polizia federale. Nonostante il permesso di soggiorno legale e la formazione completata, viene spesso controllato, soprattutto nei freddi mesi invernali. "Non ho mai avuto esperienze negative con la polizia federale in dieci anni", dice, "ma ho la sensazione che le persone che non sembrano tipicamente tedesche siano prese di mira più spesso".
Questa affermazione non è un caso isolato. Il fenomeno del profiling razziale è definito come controlli basati sull'apparenza esterna senza sospetti specifici. L'uomo riferisce di un controllo al confine tedesco-lussemburghese, che non è un caso isolato per molte persone colpite allo stesso modo. Secondo l'Agenzia federale antidiscriminazione tali misure costituiscono una discriminazione e violano la Legge fondamentale e le convenzioni internazionali ROS.
Sfondi e numeri
Uno sguardo ai dati del Consiglio di esperti per l’integrazione e la migrazione mostra un quadro spaventoso: ha intervistato 15.000 persone e ha scoperto che coloro che sono percepiti come stranieri vengono controllati due volte più spesso. Questa constatazione solleva interrogativi sull’efficacia dei controlli e sulla loro applicazione. IL Agenzia federale per l'educazione civica affronta anche la questione e parla della necessità di ulteriori ricerche per comprendere le cause della profilazione razziale.
La stessa polizia federale respinge fermamente le accuse e spiega che i controlli non sono rivolti esclusivamente alle persone con sembianze extraeuropee. Il Ministero federale degli Interni sottolinea che le misure discriminatorie e la profilazione razziale sono illegali e non dovrebbero in nessun caso essere tollerate. Ma la realtà è spesso diversa, come riferisce anche il Centro multiculturale di Treviri: le persone colpite sono spesso riluttanti a sporgere denuncia.
Aspetti giuridici e richieste
Ma ci sono anche misure legali che possono essere intraprese contro tali pratiche. Nella Renania-Palatinato le persone colpite dal profiling razziale possono rivolgersi agli uffici reclami, ma finora non è stato avviato alcun procedimento davanti al Tribunale amministrativo di Treviri o alla Procura della Repubblica. Un caso del 2016 è stato addirittura classificato come illegale quando il Tribunale amministrativo superiore della Renania-Palatinato ha stabilito che il colore della pelle era un criterio decisivo per il controllo.
Anche l'Iniziativa dei popoli neri in Germania è attiva nella discussione sulla profilazione razziale e chiede l'abolizione dei controlli indipendenti dal sospetto. Il loro obiettivo è attirare l’attenzione sugli effetti negativi di tali pratiche in particolare sui rifugiati e sui migranti. Nonostante il quadro giuridico, la profilazione razziale resta un problema sociale e giuridico che non può essere ignorato.
Nel complesso, è chiaro che la questione della profilazione razziale è profondamente radicata nella percezione della società e necessita di una discussione più ampia per apportare un vero cambiamento. Anche se in futuro si discuterà di misure come l’introduzione di ricevute di controllo, resta da vedere se e come tali iniziative potranno effettivamente raggiungere il loro obiettivo.