Campo di protesta a Ulm: gli attivisti chiedono la libertà per gli arrestati!

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Si è concluso il campo di protesta a Ulm: gli attivisti hanno chiesto un embargo sulle armi contro Israele e il rilascio degli arrestati.

Protestcamp in Ulm beendet: Aktivisten forderten ein Waffenembargo gegen Israel und die Freilassung von Festgenommenen.
Si è concluso il campo di protesta a Ulm: gli attivisti hanno chiesto un embargo sulle armi contro Israele e il rilascio degli arrestati.

Campo di protesta a Ulm: gli attivisti chiedono la libertà per gli arrestati!

Negli ultimi giorni la scena davanti alla compagnia di armi israeliana Elbit Systems a Ulm era dominata da tende e attivisti. Dopo diversi giorni l'accampamento di protesta si è concluso e domenica sera circa 150 partecipanti hanno sgombrato il prato senza incidenti di rilievo, come ha riferito un portavoce della polizia. Il raduno pacifico ha chiesto il rilascio di due uomini e tre donne che erano stati presi in custodia a seguito di un incidente avvenuto nel sito di Elbit. I cinque sospettati sono stati coinvolti in un'operazione che prevedeva l'effrazione e lo imbrattamento dell'ingresso con vernice, con danni materiali stimati in circa un milione di euro.

La protesta, con lo slogan “Shut Elbit Down”, era diretta contro il ruolo dell’azienda nel contesto del conflitto in Medio Oriente. Gli attivisti hanno chiesto un embargo tedesco sulle armi contro Israele e hanno attirato l'attenzione sulla crisi umanitaria a Gaza. I numeri sono allarmanti: secondo i dati ufficiali, nell’ultimo conflitto a Gaza sono morte almeno 48.577 persone, circostanza che viene vista come un appello diretto all’intervento in Germania. L'accusa di genocidio lanciata dagli esperti dell'ONU riecheggia nelle conversazioni dei manifestanti, che richiamano l'attenzione anche sugli abusi in Cisgiordania.

Protesta e repressione

Le prime tende sono state montate martedì sera su una striscia verde davanti all'edificio degli uffici. Mercoledì erano presenti circa 80 attivisti. Il campo era più grande di quello precedente in aprile e la città ha approvato la costruzione di un massimo di 150 tende, sottolineando la volontà di mobilitarsi. Attivisti provenienti da tutta la Germania e anche dall'estero, compresi gente di Gaza, si sono recati a Ulm. Anche il movimento BDS, che sostiene il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni contro Israele, era fortemente rappresentato e ha organizzato viaggi in autobus al campo di protesta. Il suo scopo era attirare l'attenzione sulla situazione attuale a Gaza attraverso eventi informativi, attività artistiche e workshop.

Ma non tutto è andato senza complicazioni. Si erano già verificati degli incidenti giovedì, quando si è verificato un litigio personale con la polizia, sfociato in due arresti. Un sospettato e una donna sono stati arrestati per resistenza alle forze dell'ordine, mentre un'agente di polizia ha riportato ferite lievi. Gli organizzatori della protesta hanno parlato di “violenza sproporzionata” da parte della polizia e hanno criticato le restrizioni della città di Ulm al diritto di riunione.

Dimensione politica

La situazione a Gaza è ora ulteriormente peggiorata. Il governo israeliano sembra aver lanciato una nuova offensiva negli ultimi mesi, mentre la situazione umanitaria nella zona viene descritta come catastrofica. Le persone muoiono di fame e le forniture idriche sono minacciate da continui blocchi e attacchi. Una circostanza che dà ai manifestanti di Ulm e non solo una forte argomentazione a sostegno delle loro azioni.

La pubblicazione delle attività dei manifestanti e la considerazione delle questioni sollevate avvengono in un clima in cui le critiche a Israele vengono respinte a gran voce e spesso diffamate come antisemitismo. Si tratta di accuse gravi contro la politica estera tedesca, che in molti casi vengono viste come violazioni dei principi del diritto internazionale. Data questa complessa situazione politica, resta da vedere quale impatto avranno le proteste sulla percezione pubblica e sulle decisioni politiche in Germania.

Gli eventi di Ulm e le relative rivendicazioni mostrano chiaramente che è urgentemente necessario un dibattito sociale sul conflitto in Medio Oriente e sul ruolo della Germania. In questo contesto, la resistenza alle importazioni di armi e la richiesta di una politica estera responsabile sono più importanti che mai.